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Osvaldo Polimanti  (1869-1947) fu un precursore e un pioniere del Cinema, ma anche nel settore biomedico.

 "Osvaldo Polimanti
e
le origini della cinematografia scientifica"

a cura di

Lorenzo Lorusso, Virgilio Tosi e Giovanni Almadori

 

Osvaldo Polimanti fu un eclettico scienziato, espressione di Homo Sapiens del Positivismo.  In qualità di fisiologo fece studi di Biologia generale, di Fisiologia sperimentale, di Fisiologia comparata, di Etologia e di Limnologia.
Il comune denominatore dei suoi studi fu il ruolo del sistema nervoso nei diversi animali, dai pesci ai mammiferi, e quindi un “evoluzionista”: in particolare nelle ricerche sulla locomozione.
Anche in questo fu un pioniere e, cosa che lo rende contemporaneo, l’applicazione delle sue ricerche e l’interesse per le neuroscienze.


La collaborazione con i pionieri del Cinema (1896), quali Filoteo Alberini, portò all’avanzamento della Ricerca e alla soluzione di problematiche intrinseche in quell’epoca di pionierismo fertile e creativo.


L’opera si propone in due volumi: Osvaldo Polimanti: il cinema per le scienze  e L’utilizzo della cinematografia nelle scienze, nella medicina e nell’insegnamento.


Il titolo del volume: Osvaldo Polimanti: il cinema per le scienze, sintetizza le principali attività scientifiche del fisiologo.  I risultati di tali ricerche sono stati ottenuti applicando la ripresa cinematografica, come strumento di osservazione “obiettiva”, priva di influenze soggettive del ricercatore.
La consapevolezza che le sperimentazioni diventassero non falsificabili, perchè l’osservazione cinematografica delle diverse ricerche scientifiche permetteva di cogliere i dettagli di un fenomeno che poteva sfuggire anche all’occhio attento di un osservatore, sia perché troppo breve sia perché difficilmente ripetibile, fece si che questo strumento venne usato metodicamente.


Un importante capitolo, a cura del Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo (Università di Torino e collaboratore del Museo Nazionale del Cinema di Torino): Tecnologia cinematografica e Film scientifico schiude, anche agli addetti ai lavori, varie finestre su una varietà di  modelli di antiche cineprese e metodologie d’uso.


Attraverso la trattazione dei due volumi, il secondo dei quali è la prima traduzione in lingua italiana del libro Wissenschaftliche Kinematographie (Cinematografia scientifica) – Lipsia 1920 il lettore potrà ripercorrere le tappe di una ricerca, durata una vita, dedicata con amore allo studio delle scienze e della biologia in particolare. 

Nei vari capitoli del libro il lettore potrà approfondire le varie tecniche applicate alla ripresa scientifica, talvolta poco conosciute, anche per gli addetti ai lavori.

Un libro consigliato a tutti gli appassionati  di Cinema, di Storia e di Ricerca, che allarga la conoscenza su un mondo poco conosciuto, che pur tuttavia ha fondamentali implicazioni nella nostra vita di tutti i giorni e nell’avanzamento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

Una ricchissima Bibliografia, corredata di riferimenti su articoli e pubblicazioni, conclude il libro.

 

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